Che il mondo del gioco d’azzardo vada “rivisitato” ormai è assodato, che si ponga un limite o si razionalizzi numericamente la distribuzione degli apparecchi da intrattenimento (leggasi slot machine) è altrettanto auspicabile, ma che un occhio di riguardo vada “gettato” anche su tutti gli altri giochi… è indispensabile, come è assolutamente necessario guardare alle imprese del settore ed al loro indotto. E’ un indotto dai numeri importati: 300mila sono gli addetti delle aziende di gestione e oltre 120mila i locali pubblici che al loro interno hanno installato (ed usufruiscono del relativo guadagno) apparecchi da intrattenimento. Aggiungiamo a tutto ciò le sale bingo e Vlt per le quali andranno sicuramente individuati nuovi e più precisi parametri per le nuove aperture.

Tutto il settore va rivisitato, ma sopratutto va “indirizzato” verso il gioco legale per non favorire l’illegalità e vanificare quanto è stato fatto dai vari Governi per estirpare questo mercato che tanti danni ha fatto e, purtroppo, sta facendo alle imprese lecite. Troppe attività, attraverso cavilli legali collegati alla Legge Europea, aggirano i divieti ed operano senza concessioni ed autorizzazioni spiegando una vasta azione di concorrenza sleale nei confronti degli operatori onesti: questa situazione va affrontata con provvedimenti “incisivi”. Bisognerà “riscrivere” quasi tutte le norme che regolano attualmente il settore del gioco pubblico, vanno innovate ed aggiornate “al nostro tempo”, con l’esperienza maturata da tutti in questo comparto che ha contribuito a sostenere il nostro Erario con risorse inaspettate in tanti anni. Il Governo deve intervenire e riappropriarsi della propria autorità.